sabato 1 novembre 2008

IL GIORNO DEI MORTI

RIMEMBRANZE
FIORI
IN ESPOSIZIONE
FIERA DEI RICORDI MESSI IN MOSTRA
PLACHIAMO
COSI'
LA VOSTRA
MANCANZA?

NASCOSTE SIMILITUDINI

Chissà se tu potrai mai essere orgoglioso di quello che sono
Una Creatura instabile
Che non trova appoggio
Sulla sabbie mobili
Sono infine anche io frutto del tuo
Difetto genetico
Del tuo essere infame
Quanto mi accorgo
Solo ora di esserti simile !
Simile in quella menzogna totale che è
La mia vita
Per quanti anni
Ti ho disprezzato
Perché eri l’antitesi della mia natura
Tu che hai vissuto senza preoccuparti di nulla
Nell’ignoranza
Tiravi avanti senza guardarti indietro
Mai
Non mi hai visto mentre ti salutavo con la mano
Prima della tua partenza?
Ora guardami
Perché sono qui
E ti sto risalutando
E voglio che tu riesca a girarti
E a guardarmi come non hai mai fatto
Perché sono più simile a te
Ora
Di quanto tu possa mai credere

lunedì 13 ottobre 2008

NELLA NOSTRA SECONDA CASA

Ho dei flash su alcune cose di questa casa.
Il marmo nero e bianco del pavimento.
Un tavolino basso nel salone.
Il colore marrone dell’intero condominio circondato da enormi alberi verde scuro e dei vialetti che ci passavano giusto nel mezzo.

Io giocavo a mamma casetta con le amiche del quartierino mentre mia sorella scorazzava in giro per le strade come un pirata dotata della sua bella biciclettina rossa fuoco.

Non giocavamo assieme nemmeno da piccole.

Io ero troppo pacata per i suoi gusti maschili e lei preferiva combinare guai altrove, senza di me.

In garage davoda mangiare ad una bambina più piccola e stavo pomeriggi interi a far finta di essere la sua mamma prendendomi cura di lei.

Erano giorni in cui si viveva ovattati nei propri giochi e nei sogni di fiabe raccontate dai grandi.
Ma più che fiabe erano enormi bugie, credo.

La nonna, le poche volte che veniva a trovarci, non ci sapeva proprio fare.
Ci preparava i panini con lo spuntì al tonno.
Io afferravo l'orrido cibo e mi catapultavo in terrazza fingendo di mangiarlo ma in realtà lo seppellivo nel terriccio di una grande pianta che avevamo fuori.

Per anni mi sono chiesta se quel terreno avrebbe mai "partorito" alberi a forma di tubo contenenti quella disgustosa crema di tonno .

Non capitava quasi mai niente di esaltante.

La più grande notizia ci fu data dalla mamma di un bambino che ci abitava di sopra.
Credo che il fanciullo si chiamasse Marco.
Era finito in ospedale con una gamba rotta dopo aver tentato, in un impeto eroico, di emulare le gesta di Spiderman arrampicandosi fuori dal terrazzo e cadendo come un sacco di patate.

La cosa ci fece sorridere per giorni e per anni a venire.

Avevamo anche una grande tartaruga che dormiva in inverno e che si risvegliava in estate.
Persino lei un giorno aveva deciso di abbandonarci buttandosi giù in giardino.
O almeno questa fu la versione dei miei genitori.

Chissà dove pensava di andarsene…….

Pochi anni dopo cambiammo casa ed andammo a vivere in centro città.

Avrei dovuto cominciare la prima elementare.

giovedì 9 ottobre 2008

Little brown bear

Orsetto alla ricerca della Parola Perduta #4


Per squisita concessione di Carlo !

http://www.flickr.com/photos/carloalessio77/

lunedì 6 ottobre 2008

Il bambino e l'orsacchiotto

Stamattina ho visto una scena bellissima.
Ero in un parcheggio sotterraneo.
E' il parcheggio del mio posto di lavoro.
Ho chiuso la macchina, mi sono diretta velocemente verso il tunnel che mi porta all'ascensore.
E' un tunnel abbastanza illuminato, stretto, lungo e freddo.
Un tunnel a semicerchio.
Quando ci cammino sopra non so mai cosa mi aspetti più in là.
Ad ogni curva ci può essere qualsiasi cosa.
Stamattina ho trovato la più grande delle cose.
Ho fatto la più grande delle scoperte.
Sto camminando, veloce, veloce e ad un tratto davanti a me vedo una mamma che tiene un bambino piccolo per mano.
Li vedo di spalle.
La mamma è esile e minuta, il bambino avrà all'incirca tre anni, ha un giubbottino celeste, trapuntato, indossa un cappellino che gli copre le orecchie, sempre color celeste.
Davanti a me vedo le loro teste, le loro spalle , le loro mani che si tengono insieme e ad un tratto scorgo anche l'altra piccola mano del bambino.
Questa piccola manina tiene a stento il piccolo braccio peloso di un orsetto marrone chiaro.
Mi sono emozionata.
E' stata la scena più dolce e bella che da tempo non vedevo.
Li seguo, sono ancora davanti a me ed io non riesco a togliere gli occhi di dosso dall'orsetto marrone che vacilla.
Avrei voluto immortalare quel momento così intenso e magico ma non ho potuto farlo, non ne avevo i mezzi.
Però ho visto, i miei occhi hanno visto e tanto è bastato per farmi star bene.

martedì 30 settembre 2008

RIDERE, RIDERE, RIDERE

Stupidità e ringraziamenti

Come non essere stupidi a questo mondo?
Chi non lo è mai pensa di essere più intelligente degli altri !
Quanto si sbaglia !
La vita è fatta anche di queste piccole cose e la stupidità ne fa parte, nel bene o nel male.
Ci sono giorni che rido come un'idiota per nulla e per le cose più insignificanti e senza valore.
Non mi prendo sul serio, non mi prendo proprio!
Mai fatto , quindi ben vengano le cazzate che mi strappano sorrisi.

Per questo motivo, voglio rendere omaggio a una persona che in questi giorni mi sta facendo fare delle gran belle risate senza senso, senza peso, risate leggere leggere:

Valentina

Nera ragazza dall'animo ferito da tante avversità.
Gracile creatura, nascosta in corde vocali consumate dal fumo.
Dove vaghi?
Dove stai andando anche tu?
Alla ricerca di cosa?
Di quella forza che solo in te puoi trovare?

Non fermarti mai e rimani l'intelligente essere umano che sto imparando a conoscere e se dovesse essere necessario corri, corri sempre più forte che puoi contro la "normalità" di queste bigotte teste di cazzo che ci circondano.

La normalità non esiste, continuamo a coltivare il nostro mondo imperfetto, il nostro orticello di verdure geneticamente modificate e pieno di stupide frasi, stupidi atteggiamenti infantili.
La maturità non si rappresenta in così pochi gesti, la normalità non è questo semplificare la vita in cosa è giusto o cosa è sbagliato.
Chi afferma questo va lasciato vivere nella sua mediocrità, nella sua noncuranza, nella sua non curiosità.


"Non ho detto gioia, ma noia, noia, noia, maledetta noiaaaaaaaaaaaaaaaaaa !"

venerdì 26 settembre 2008

giovedì 25 settembre 2008

RAGE AGAINST MYSELF

Mi guardo e mi chiedo:

"Sono normale?"

mi riguardo

e mi richiedo:

"sei normale?”

Mi rispondo:

“no”

Sto parlando da sola.

"No"

"Tu non sei normale"

Tu

non

sei

normale

.

Nel momento in cui mi dico questo mi viene una rabbia dentro indescrivibile.

E' una rabbia che è da un pò di tempo che mi porto dentro e devo essere onesta comincia pure a pesarmi un pochino.

Rabbia che non so da dove stia venendo fuori e che mi fa risultare antipatica, noiosa, maleducata con tutti e cattiva all'inverosimile.

Rabbia mista ad insofferenza allo stato puro.

Ci sono giorni che mi prudono persino le mani.

Avrei voglia di prendere a badilate in testa tante persone compresa me stessa.

Avrei voglia di vedere cosa esce da quelle teste, se sangue o materia grigia.

Avrei voglia di prendere una mazza da baseball e spaccare tutta casa, partendo dai piatti ai bicchieri in cristallo.

Avrei voglia di gettarmi contro un muro e vedere se rimbalzo.

Avrei voglia di tirarmi i capelli e strapparmeli di netto.

Avrei voglia di segarmi qualche arto per vedere se da terra, ormai inerme, riuscirei ancora a muovermi.

Avrei voglia di urlare fino a togliermi il fiato.

Avrei voglia di riuscire finalmente a buttarmi nel vuoto del settimo piano dove lavoro per sentire cosa si prova e che rumore farebbe il tonfo del mio corpo.

Non sono normale.
E sono stracolma di rabbia.

Questa rabbia dove la butto io ora?

Non posso fare nessuna delle cose che ho detto.

Dove la butto?

I miei cestini sono pieni zeppi di rabbia.

Strapieni

Dove la butto?

Non so darmi risposta.

Riprendendo e modificando le parole di una vecchia canzone, potrei cantarmi allegramente che ho
” kg di rabbia che tengo nel frigo è roba di qualità”
ma non è vero.

Non è per nulla roba di qualità

Questa rabbia è marcia, è scaduta e mi fa schifo.

Mi toglie nutrimento.
Mi toglie il sonno
Mi toglie la voglia di vivere
Mi uccide lentamente.

Inizialmente questa forza l’avevo scambiata per scariche di adrenalina ma ora so che non era adrenalina era solo rabbia che cresceva, che si gonfiava come un fiume in piena.

Questo mio fiume però non trova sbocchi verso il mare aperto.

Questo fiume si chiude a cerchio in se stesso e ricicla se stesso in continuazione.

Ci sono vortici fortissimi che lottano tra loro per emergere e lisciarsi in superficie ma invece di emergere affondano ancora di più sfiancandosi tra loro, in buie profondità.

E’ una lotta continua che so già persa in partenza.

La mia rabbia non potrà esplodere perché non voglio farla esplodere.

Se avessi il coraggio di farlo, di me non rimarrebbe più nulla.

giovedì 18 settembre 2008

SOSTANZA DEI GIORNI MIEI

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...




Vediamo se riesco a farmi capire..............

Due sere fa mi hanno chiesto :

" ma come mai non diventi matta di questa canzone, sei una donna dovresti andarne matta."

Certo che ne vado "matta" di questa canzone ma la trovo troppo, troppo, troppo piena di concetti di facile stesura ( tra l'altro Lorenzo l'ha pura copiata, spero solo musicalmente !).

In quanto donna, o almeno credo di essere tale, questa è una della canzoni d'amore più belle forse, con frasi bellissime, frasi vere e reali che appartengono alla nostra quotidianità.

Quotidianità sempre condivisa solo in parte ovviamente.

Il mio uomo non mi dice che sono la sostanza dei suoi giorni e nemmeno che sono una creatura meravigliosa, a dire il vero non mi dice nulla.

Allora a chi devo credere?

Alle parole fantastiche o ai silenzi che parlano da soli?
A quell'urlare al mondo l'amore o lo sguardo complice di chi ti conosce da tanto ?

Chi è la donna che non vorrebbe sentirsi dire certe cose, chi è la donna che non vorrebbe sentirsi dire tutti i giorni di essere meravigliosamente bella anche senza trucco, chi è la donna che non ama essere messa su un piedistallo altissimo?

Nessuna credo e chi lo nega mente a se stessa.

Quando mi chiedono se questa canzone mi piace non posso dire nè no nè si, posso solo dire che l'ascolto e che mi fa pensare.

Penso che provo invidia per quella donna a cui questa canzone è stata dedicata, che sentire il cuore di un uomo aprirsi a tali affermazioni sia un'esperienza unica al mondo.

Sapere di essere una cosa sola e necessaria l'una all'altra.

in particolare c'è una parola che mi disturba profondamente:

SOSTANZA

SOSTANZA DEI GIORNI MIEI


capite?

vuol dire

materia

tangibilità

cosa che può essere toccata

tatto

L'amore forse in fondo è questo no?

Aria, venticello fresco e sfuggevole i primi tempi

rarefazione, aumento di volume palpabile al tatto, materia in seguito.

Una lungo passaggio di trasformazione dal nulla al tutto.

Una trasformazione dall'intoccabile al toccabile, intangibile e tangibile, dal leggero al pesante.

E' dunque sempre una questione di sensi questa trasfomazione.

Come tutte le trasformazioni hanno bisogno di tempo.
C'è chi ci mette poco e chi ci mette molto ad attuarla .

L'importante è che la trasformazione avvenga altrimenti tra le dita cosa si rischia di sentire?

il nulla


IL NULLA

.